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 17 Agosto 2009 
Comunicato della CIMI sul DdL "Sicurezza"

  Il decreto "Sicurezza" è stato approvato alla Camera e al Senato della nostra Repubblica con voto di fiducia, ma non certo in un clima di fiducia. Pur nella complessità del Decreto, che affronta temi e aspetti slegati tra loro, la Conferenza degli istituti missionari italiani (Cimi) dichiara il suo sconcerto per quanto riguarda i provvedimenti sul tema degli immigrati, nei suoi vari aspetti.

Siamo ben consapevoli che ogni stato ha il diritto-dovere di regolare le migrazioni, in pieno rispetto dei diritti umani dei propri cittadini e anche di ogni persona al mondo, come richiede la Costituzione della repubblica.

Come missionari - donne e uomini che dedichiamo la vita al fraterno e solidale servizio tra i popoli del mondo - siamo testimoni delle tragiche situazioni in cui sono costretti a sopravvivere centinaia di milioni di persone e famiglie a causa dell'impoverimento forzato e dei numerosi conflitti, con responsabilità anche internazionali.

Ci meraviglia, quindi, che il cosiddetto "Pacchetto Sicurezza" sia stato votato e approvato senza neppure tener conto delle cause che sono all'origine e concomitanti del drammatico fenomeno migratorio. Allo stesso tempo, dichiarando colpevole di "reato" ogni immigrato clandestino, la legge colpisce le persone più deboli, lasciando impuniti quegli organismi (noti o clandestini) che sono coinvolti - in modo illegale e criminoso - nel reclutamento, trasporto e sfruttamento dei migranti.

Altrettanto ci preoccupano le enfatiche dichiarazioni di certi legislatori, che abbiamo avuto modo di ascoltare sulle televisioni e leggere sulla stampa. Il fenomeno migratorio e la sua regolamentazione devono essere, invece, affrontati con alto senso di responsabilità e grande equilibrio, sulla linea di quanto affermato anche recentemente dal presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), card. Angelo Bagnasco: «La risposta non può essere solamente di ordine pubblico, anche se è necessario mettere in chiaro diritti e doveri». Diritti e doveri che riguardano anche noi italiani, verso tutti gli immigrati nel nostro paese e in Europa, e ai quali gli stati devono poter garantire la giusta sicurezza e l'umana dignità.

In questo contesto, noi missionari chiediamo al nostro governo di impegnarsi - anche al prossimo G8 - per promuovere in modo prioritario l'attuazione di tutte le promesse - più volte fatte e mai realizzate, a livello europeo e internazionale - verso un maggiore impegno di economia solidale e di equo sviluppo a favore dei popoli più bisognosi.

 

A nome della CIMI,

sr. Carmela Coter, smc                                                               p. Alberto Pelucchi, mccj

        (vice-presidente CIMI)                                                                     (presidente CIMI)

4 luglio 2009




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